Per una nostra visione futura che sia sostenibile con il territorio e per dare nuova vita a questo edificio ricco di storia, il progetto sul Monastero deve evitare, da una parte ogni rischio di speculazione e dall’altra di sottoutilizzo. Il Comune deve dunque favorire e stimolare i soggetti gestori affinché promuovano progetti mirati ad attività “utili” per la comunità locale, su più piani, uno su tutti quello culturale che possa ospitare in un’ala del complesso il museo di arte sacra Mugellana.
La Pieve è già di suo una pinacoteca di grande valore sul piano artistico, con la presenza di preziose opere trecentesche, e dell’unica opera di Giotto presente in Mugello. Di fondamentale importanza l’aspetto socio-economico, senza dimenticare quello religioso, legato alle origini storiche dell’edificio. A questo proposito è auspicabile favorire un rapporto di collaborazione e partecipazione con la parrocchia.
Per tutelare la struttura e le esigenze della Pieve e della comunità occorre mantenere alto il livello di attenzione, non escludendo nessuna soluzione idonea alle caratteristiche del luogo, che lo sottragga alla privatizzazione e allo snaturamento della funzione per cui venne costruito secoli addietro.
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